Terminologie hosting

hosting: ospitare su un server web pagine di un sito web, fornendo serzizi aggiuntivi come le email. utile per poer dare accessibilità alla rete internet ad un dominio

dominio: identifica un indirizzo web collegato ad un ip

Record DNS:Ad un nome DNS possono corrispondere diversi tipi di informazioni. Per questo motivo, esistono diversi tipi di record DNS. Ogni voce del database DNS deve essere caratterizzata da un tipo. I principali tipi sono:

* Record A – Indica la corrispondenza tra un nome ed uno (o più) indirizzi IP (per la precisione indirizzi IPv4, ovvero la versione attualmente in uso).
* Record MX – (Mail eXchange) indica a quali server debba essere inviata la posta elettronica per un certo dominio.
* Record CNAME – Sono usati per creare un alias, ovvero per fare in modo che lo stesso calcolatore sia noto con più nomi. Uno degli utilizzi di questo tipo di record consiste nell’attribuire ad un host che offre più servizi un nome per ciascun servizio. In questo modo, i servizi possono poi essere spostati su altri host senza dover riconfigurare i client, ma modificando solo il DNS.
* Record PTR – Il DNS viene utilizzato anche per realizzare la risoluzione inversa, ovvero per far corrispondere ad un indirizzo IP il corrispondente nome a dominio. Per questo si usano i record di tipo “PTR” (e una apposita zona dello spazio dei nomi in-addr.arpa).
* Record AAAA – Restituisce un indirizzo IPv6.
* Record SRV – Identificano il server per un determinato servizio all’interno di un dominio. Possono essere considerati una generalizzazione dei record MX.
* Record TXT – Associano campi di testo arbitrari ad un dominio. Questi campi possono contenere una descrizione informativa oppure essere utilizzati per realizzare servizi.
Vi sono anche tipi di record “di servizio”, necessari al funzionamento del database distribuito:
* Record NS – Utilizzato per indicare quali siano i server DNS autoritativi per un certo dominio, ovvero per delegarne la gestione.
* Record SOA – (Start of Authority) usato per la gestione delle zone DNS.

Garanzia soddistaffi/rimborsatie non siete completamente soddisfatti del servizo durante i primi 30/45/60 giorni di utilizzo, siamo pronti ad accreditarVi il costo del piano trattenendo 15 euro+iva di setup più eventuale costo dominio (se avevate scelto dominio diverso da .it,com,net,org,info,biz,eu).
Per utilizzare tale garanzia basterà inviarci comunicazione scritta via email, ticket, indicando i Vs dati bancari.
La garanzia non è valida per setup di server dedicati, canone mensile server dedicati, vps, registrazione dominio, dominio redirect, servizi addizionali, consulenza.
Non si prevede nessun tipo di risarcimento nel caso di sospensione del servizio da parte nostra per violazione da parte del cliente in riferimento al contratto

Backup: Il backup, copia di sicurezza, o copia di riserva nell’informatica indicano un’importante operazione tesa a duplicare su differenti supporti di memoria le informazioni (dati o programmi) presenti sui dischi di una stazione di lavoro o di un server.

Forward-redirect email: reindirizzamento di una email verso altra email interna al Vs account o esterno al Vs dominio

Autoresponder: programma che risponde automaticamente alle e-mail che gli vengono inviate

WebMail: Una Webmail è un’applicazione web che permette di gestire un account di posta elettronica attraverso un navigatore web.

Gestione Logs apache: scaricare file testuale con tutta la history di quanto è successo sul Vostro sito web

crontab: consente lo scheduling di comandi, ovvero consente di registrarli presso il sistema affinchè siano poi mandati in esecuzione periodicamente.

htaccess: Il file .htaccess permette una ulteriore personalizzazione del webserver a livello di directory. Utile per proteggere directory. utilizzando anche per dare direttive utente al web server

pagine errore: 404, 301, 500, etc. Pagine personalizzabili per indicare al visitatore perchè non visualizza una pagina o una lista directory. Molto importanti per non perdere visibilità

SMTP: Abbreviazione di Simple Mail Transfer Protocol: Protocollo di trasferimento di posta semplice. Il protocollo TCP/IP per lo scambio di posta elettronica.

paypal: strumento di micropagamento utilizzato nell’e-commerce, tramite il quale è possibile effettuare transazioni presso molti negozi online. I pagamenti possono essere quindi effettuati tramite il proprio conto Paypal, Postepay, carte di credito come Visa o MasterCard, nonchè le carte prepagate appartenenti al circuito Visa Electron (Kalibra, Vodafone Cash Card e simili). L’invio di denaro è gratuito e dopo di esso il cliente riceve una mail che gli conferma il pagamento effettuato

Mantainer

Cosa significa Maintainer?
l Maintainer è l’organizzazione che sottomette all’Authority competente le richieste del Cliente riguardanti un nome a dominio e che detiene le informazioni e i dati relativi ad un nome a dominio. E’ l’intermediario tra colui che intende registrare il nome a dominio e l’Authority.

Cosa sono i DNS

Significato DNS:

DNS significa Domain Name Service ed è un sistema di codifica specifico che permette di trasformare il nome di un dominio in un indirizzo IP numerico
Esso/i sono il mezzo che consente di individuare su Internet la macchina a cui si riferisce quel determinato dominio registrato.

blog aziendale

La nostra azienda è in grado di gestire per Voi un blog, un social network personale, realizzare e gestire software per il Vs sito web/portale (script immagini, forum, commercio elettronico, news, newsletter, gestione clienti, contabilità, semplice database clienti)

Ogni azienda che intende massimizzare la propria visibilità in rete e curare la propria reputazione on-line dovrebbe pensare all’utilizzo di un Blog.

Il Blog aziendale può servire per comunicare con semplicità con i propri clienti, per notificare novità, per inserire articoli interessanti da segnalare ai social network, aumentare la visibilità sui motori di ricerca..SI! Un Blog ben strutturato può dare molta visibilità e maggior rank sui motori di ricerca

Cristiano Gatti

Intervista Stefano B. a Cristiano Gatti

1) prima della vendita quante persone avevi come impiegati fissi e come distribuivi i ruoli? Sembra spesso un’attività in cui non serve avere N dipendenti nemmeno a certi livelli, è cosi?
2) Hai iniziato in un periodo tra parentesi “d’oro”, nel senso che la concorrenza era sicuramente minore rispetto ad oggi e forse le vie per divenire hosting provider erano più “specifiche”, insomma meno possibilità di oggi. Come ti han detto oggi si puo iniziare dal frazionabile o dal proprio rack in un dc nazionale, come varia poi il marketing e l’approccio ai possibili clienti per far capire che nelle quinte ci sono soluzioni diverse? (parlo sempre di shared)
3) Nel momento in cui hai iniziato ti sei posto un target specifico di clienti?

Ora inizio a scrivere due righe.
Il punto 1 ha bisogno di una puntualizzazione, prima delle risposte. Preferire affermare che sono stato acquistato, non ho venduto. Per me è diverso, scusami. Pensa che ho fatto una litigata esagerata con un direttore di una banca per questa frase perchè dalle mie parti se dici: ho venduto, significa: STAVO FALLENDO. Giuro! Tu pensa che quando al direttore presentai la richiesta di conteggi per la cessione, iniziò a sudare freddo perchè avevo un leasing sull’auto e incominciò a “svanverare” su fideussioni, cambiali….. SI STAVA caccando sotto. Da lì è nata la discussione perchè poi gettai in faccia a questo stordito la proposta ricevuto (l’ho messo per iscritto, che direttore avevano, anche alla direzione principale di quella banca) e ho chiuso i conti.
Vabbè…andiamo avanti tornando in tema rispondiamo

Ognuno deve avere il suo compito (io la pensavo così). Chi gestiva la contabilità faceva solo quello e al massimo doveva rispondere
al telefono per informazioni contabili e mai improvvisarsi come supporto hosting telefonico o email
Chi si occupava della gestione sicurezza e aggiornamento server, doveva fare quello senza perdere tempo con le email
Chi si occupava di gestione server poteva anche occuparsi di rispondere al telefono, alle email e a ticket.
Io facevo tutto. Ho pulito anche il cesso e non me ne vergogno!
Personalmente mi son trovato sempre meglio con risorse esterne che interne.

In relazione a: “non servono molti dipendenti”, è un discorso relativo.
Dipende molto dal target di mercato, dal numero dei clienti, dalla qualità del servizio fornito (migliore è il servizio, meno
email-ticket-chiamate per disservizio), dai metodi di supporto fornito, da cosa è incluso nel supporto hosting.
Se una società non fornisce supporto telefonico, cosa considerabile come noiosa, stressante, lenta, impegnativa), potrà tranquillamente gestire il solito
numero di domini con la metà delle persone di una società di egual target, egual qualità servizio ma col supporto telefonico.
Perchè parlo di qualità servizio, perchè nel caso di down il telefono viene preso d’assalto molto più delle email e ticket, sempre che il
target sia quello dei webmaster.
Ecco che tocchiamo un altro fattore che incide molto sul supporto telefonico, cioè la tipologia del cliente.
Personalmente avevo una clientela molto aziendale e rivenditori di un certo livello. Avevo pochi “webmaster d’assalto” (non è un insulto..ok?).
In 3 tipologie di clienti si hanno concezioni diverse del metodo di supporto:
-il cliente azienda 90% dei casi chiama al telefono
-il rivenditore puro specializzato nel web usa nel 90% dei casi i ticket o email
-il rivenditore non affine al web (esempio uno studio grafico che per favore e non professione primaria fà il sito ai clienti)
usa nel 70% dei casi il telefono
-il webmaster d’assalto usa i forum o le email perchè quello è il suo mondo. Conosce bene i metodi di comunicazione.

PARENTESI: avere 1000 clienti “webmaster da assalto” può essere un gran vantaggio.
Forum con molti post se ti comporti bene. MA ATTENZIONE…se ti comporti male è un CASINO!

Faccio un esempio pratico che non significa molto ma servire per capire meglio il ragionamento
1 sistemista ogni 15 server basta e avanza a meno che i server ogni giorno, ogni ora del giorno, sono incriccati e allora a quel punto ne
servono 5 per gestirli

1 persona alla contabilità fino a 4/5 mila fatture l’anno (molto soggettivo), (prima nota, contabilità)

1 persona al telefono per fare da filtro (prende le chiamate e le smista o prende la chiamta per aprire un ticket) almeno ogni 3000/4000
clienti (se i servizi sui server sono spesso down, è meglio aumentare le persone che fanno da filtro)

2 persone che si occupano di aiutare il cliente (supporto telefonico) ogni 2000/3000 clienti

1 che ti và a prendere le sigarette e ti lava la macchina.

I numeri indicati sono troppo soggettivi. Non esistono regole su cui fare i conti. A mio giudizio è possibile capire il numero delle persone
che servono solo nel momento in cui ti servono (meglio prenderle prima di modo che le valuti e le puoi formare).
Il numero come detto dipende da troppi fattori:
-supporto telefonico si-no e se si, che tipo di supporto? filtrato, non filtrato, apertura chiamata (consigliato) o parlare direttamente con
un tecnico
-numero di server e di clienti
-tipologia di servizio, di qualità
etc..

°°

Anni d’oro: potrei essere d’accordo.
In giro si sente dire: “nel 2000 era più semplice” e io aggiungo: “è un luogo comune”.
Dire quest’ultima frase è realmente un luogo comuneu, a mio giudizio, e io stesso sono uno dei primi ad affermarlo, però se ci ragioniamo
bene non è del tutto vero.
Nel 2000 pochi sapevano cosa fosse un sito web, un server, un hosting, un dominio, un DOWN, uno SLA, un Uptime
Nel 2000 pochi usavano le carte di credito per pagare nel web visto che si aveva paura di questo famigerato metodo di comunicazione
Nel 2000 pochi avevano un sito web e i prezzi erano medio-alti
Nel 2000 i costi erano alti (il dollaro era a 2250 lire) e i domini non erano proprio economici come adesso
Nel 2000 comprare server dedicati in ITALIA era impossibile o quasi. Diventavi scemo a cercare un’azienda italiana paritetica a DIALTONE o
una ThePlanet(non si chiamava così) o un ATJEU (non sò neppure se 2 delle 3 esistono ancora.

Oggi non serve neppure sapere l’inglese visto che riesci a fare (quasi) in Italia ciò che facevamo noi e altri hoster in USA
Oggi è vero che vi è moltissima concorrenza ma vi è un erudizione di questo settore a livello di cliente molto molto più elevata di quel periodo
A mio giudizio quello che dovrebbe far rifletter è invece l’inversione di erudizione da parte del fornitore.
A quel tempo per lavorare, e io l’ho scritto nel “blog” (blog per modo di dire), o ti affidavi ad un sistemista o eri tu stesso un sistemista, se no andavi poco lontano. Si faceva ancora molto tramite linea di comando o tramite dei pannellini che erano un pericolo ambulante (io usavo serversecure della dialtone..cioè!).
Adesso chiunque, anche un bambino di 12 anni potrebbe gestire un server grazie a Cpanel o Plesk. Poi se ha problemi apre un ticket a qualcuno e pagando sistema il server. Ora non predente questa frase come una sottile critica alle new entry, ci manchrebbe però se andiamo a vedere, ciò che dico potrebbe essere reale.

Entrare nel mercato era più semplice a quei tempi, e una volta entrato, se eri un mediocro imprenditore come me, potevi andare avanti.
Adesso entrare è dura però vi è anche un mercato molto più vasto pertanto si deve essere capaci di trovare il proprio target e soprattutto il metodo per “colpire”, “trovare”, “contattare” quel target.

Io non sò se molti lo sanno, ma ci sono società che nel 2000/2001 era ben messe, avevano un nome importante e furono dei punti di riferimenti,
eppure son saltate.
Alcune prese p
er i capelli da altri, altre schiattate pur essendo società blasonate.
Vedi Stefano, anche questi ultimi riferimenti fanno capire che è un pò banale parlare di monenti d’oro.

Sostanzialmente, per non farti perdere ulteriore tempo con discorsi che capisco solo io, visto che sono tutti scollegati, la differenza sostanziale tra quel periodo (2000 / 2003) e questo periodo (2006-2008) è: differenza di investimento iniziale per arrivare ai medesimi risultati.
Se volete, privatamente, ditemi in 6 mesi dall’apertura quanti clienti avete avuto e quanto avete investito. Vi dirò se dal 2000 è cambiato qualcosa

Dal 2000 i forum di HOSTING son cambiati abbastanza. A quei tempi si litigava di più.
Io non litigavo. Mi ricordo un post dove difesi, sul forum di html.it, ARUBA.
Ricordo che scrissi qualcosa del genere: Aruba ha semplicemente preso il modello TIN.it e l’ha fatto proprio, abbinandoci il dominio.
Continuava a fare contratti di connessione internet (connessione gratis di Aruba, ricordate?) e in più ti dava a 40.000 lire il dominio, in pratica una TIN.it + dominio.
Loro sono stati i primi ad usare un prezzo così basso, anche se 40.000 Lire avevano più valore dei nostri schifosi 20 euro, e ad usare in Italia la parola Illimitato.
Oggi per arrivare ai loro livello a breve tempo è un pò dura, forse impossibile, ma il mercato è grande e se si è bravi, intraprendenti, si
può trovare il proprio mercato.
Non è detto che uno diventa importante, famoso, potente perchè ha migliaia e migliaia di clienti. Ognuno deve vedere cosa desidera dalla propria vita,
valutare la fattibilità dell’obiettivo in base ai mezzi che ha e procedere. L’obiettivo deve essere reale non irreale.
E’ inutile porsi come obiettivo quello di diventare il presidente della FIAT se non sei un Agnelli.
E’ invece realistico un obiettivo come quello di diventare presidente di un’azienda meritocratica.
Datemi 500.000 o 2000.0000 di euro e vedrete che dalla solita persone nascono due realtà aziendali completamente diverse

Adesso, a differenza del 2001, posso affermare che Aruba la ODIO con tutto il mio cuore!:)

Sorry!!! boring!!

Cristiano Gatti

Una storia di imprenditoria nell’hosting

blog.hostingtalk.it

Una storia di imprenditoria nell’hosting Cristiano Gatti
di Stefano Bellasio – 07.10.08 17:15
Cristiano ha concluso da poco la sua avventura nel mondo dell’hosting, venduta la società che ha fondato sette anni fa, ora si dedica al settore come consulente, ma ha deciso di raccontare quali sono i problemi e le soddisfazioni nell’avviare un’attività che nel 2000 era ancora quasi sconosciuta.

Conosco Cristiano (Creazioni) da un po’ di tempo, da quando abbiamo iniziato a scambiarci qualche breve messaggio sul forum, su di lui sapevo e so ancora davvero poco, ad oggi è un consulente del settore hosting ma ha passato sette anni della sua vita come titolare di un marchio famoso del settore, uno dei primi, che io stesso già conoscevo prima di intraprendere l’avventura HostingTalk.it.

Dopo diverso tempo mi ricontatta per parlarmi della pubblicazione di un post che in realtà sarebbe dovuto essere un articolo, lo trovate qui fresco fresco di pubblicazione. Al di la del contenuto che è un ottimo punto di riferimento per chiunque decida di entrare in questo settore o ci sia già, ho letto (e come me ho visto anche altri) con molto piacere la storia imprenditoriale che ha pubblicato sul suo blog. Penso che leggerla non possa che fare piacere a chi conosce bene questo campo, ma più generalmente, a chi sa quanto mantenere una attività richieda impegno.

In molti passaggi Cristiano ha anche parlato di quali sono le difficoltà di entrare in un campo dove la concorrenza cresce esponenzialmente, propone tutto e niente, e l’imprenditore si ritrova in dubbio ogni volta che si confronta con l’offerta di un concorrente. Cristiano ha avuto coraggio e ha seguito la strada praticata da molti, non abbassare i propri prezzi, ma puntare ancora sulla qualità e sull’assistenza, diminuirli a lungo andare avrebbe finito per guastare sicuramente questi due aspetti della sua attività. Per tutto il resto vi consiglio di leggerlo, come detto non è solo una lezione per chi vuole aprire un’attività di hosting, ma per chiunque entri nel mondo dell’imprenditoria. I miei complimenti a Cristiano e un grazie per aver condiviso la sua storia, con i migliori auguri per il futuro.

Analisi segnalata da HT

Mia piccola analisi segnalata su hostingtalk da Stefano

di seguito il contenuto (in questo post inizio a aprire i bottoni)

Re: Want to be an Hosting Provider?
Ciao a tutti, spero di on farVi perdere tempo e scusate il mio aramaico italiano

Mi aggancio al post del server economico, giusto?
OVVIO che se ho 5.000.000 di euro a disposizione il discorso è molto diverso a livello di potenzialità di entrare nel mercato.

buttiamo giù due conti?

Apriamo l’attività pertanto una partita IVA e andiamo alla camera di commercio spiegando che vogliamo offrire servizi via internet. Cercare, eventualmente, la dicitura giusta spulciando qualche visura camerale in quà e in là, visto che vi basterebbe parlare di e-commerce che quella della CCIIAA vi direbbe che dovete avere una licenza!!!!…AHIME!
Lasciate perdere pertanto la parola e-commerce ma parlate di consulenza, assistenza hardware
Torniamo dal commercialista il quale consiglierà di tornare alla CCIIAA per avere la carta servizi (quella col chip per la firma digitale di modo che il commercialista può far tutto via web)…. Fin qui i soldi che avete nel portafoglio possono bastare.
Abbiamo finito con gli spiccioli
Arriviamo alle cose più serie
1) sito web (??? ognuno può decidere che fare)
Costo da 0 a XXXX

2) script per whois, ordini e fatturazione.
In relazione a questo abbiamo varie possibilità.
-Affidarci ad un programmatore per uno script validissimo e personalizzato con qualche migliaio di euro, utile in seguito anche a far risparmiare tempo col commercialista pertanto diminuire di qualche decina di euro le spese mensili di commercialista
-affidarci a Modernbill o WHM o altri billing software, solo che hanno più o meno il solito problema, cioè lavorano con la giusta filosofia della fatturazione per cassa e non sull’intento (W l’Italia). In pratica questi software fatturano anche se non vi sono i soldini in cassa (problema soprattutto per i rinnovi) visto che all’estero lavorano sulla dichiarazione in base alle fatture pagate e non in base alle fatture. Potrebbe succedere che a fine anno avete fatto 200 fatture di cui non avete ricevuto il money ma su cui dovrete comunque pagare IVA e tasse a meno che perdiate tempo col fare delle note di credito.

-affidarci alla mano personale e buttar giù uno script gratuito.
Costo SCRIPT FATTURE DAI 300 euro a XXXXX

3) voglio vendere i domini .it e facciamo le cose fatte benino, pago 2500 euro al NIC (ai miei tempi si pagava 2.100.000 lire..assurdo) e divento mantainer. Se voglio risparmiare vendo i domini di altri mantainer (bruttino però)

4) Rvendo i domini di qualche registrar con un piccolo costo maggiore. Consigliabile namecheap o onlinenic ma soprattutto opensrs (qui vogliono una fee per il setup)

5) attiviamo una linea telefonica e adsl
???

6) Due mobiletti li voglio prendere? 1 bel pc? un fax? una targhetta? qualche raccoglitore?
Buttiamo giù 2000 euro per essere buoni

7) andiamo in banca e in posta e apriamo un c/c ditta (non si può usare il c/c personale). Qui si hanno spese mensili/annuali però becchiamoci la tassa governativa che ci aiuta a fare il ns lavoro (bei miei soldi). E’ vero sono pochi i soldi gettati in tasse invisibili però intanto ci sono

8) dal prossimo anno ricordiamoci che abbiamo da pagare minimo 500 euro ogni 3 mesi per l’INPS

9) finalmente prendiamo il server.
Vogliamo un server su cui posizionare i primi 100 clienti e dopo di questi passiamo a qualcosa di più serio (bilanciato, cluster, doppi HD, mirror, belle ram)??? si potrebbe anche fare, nessuno lo vieta, è solo un rischio di chi vuol far impresa e di chi compra dalla nuova impresa.
Se sei fortunato e attento non avrai down, ma se sei sfigato e non sei molto attento rischi di mangiarti capra e cavoli e ricevere qualche insulto via filo o via email.
Da 500 euro (molto molto base) a 3500 euro per un server (un dell con Mirror e buone ram e doppio ual xeon)
+ uno switch se lo inserisci in housing (200 euro) + l’housing (1/4 di rack cercare i prezzi in giro)
Abbiamo adesso un server con banda. Server di proprietà di bassa garanzia da ammortizzare in 3 anni (500/36 o 3500/36 + 200/36)
Potrei anche prendere un server base da EV1 dove ho comunque qualche garanzia di hardware, backup, ma i costi sono sempre, se si vuol dormire almeno qualche ora al giorno, sui 190 euro al mese

10) pubblicità
Il costo è molto variabile in quanto potrei usare solo google (click) oppure pago qualche sito del settore tipo hostingtalk, html, etc.
Ci butterai minimo, minimo, minimo 2000 euro?

Arriviamo al discorso prezzo finale
Costo server / clienti che inserisci= X
Costo fattura e commercialista x cliente = Y
Costo orario personale= Z
Costo manutenzione evetuale / clienti per server= A
Costo INPS / 365 = costo giornaliero= B
27% (circa) di tasse= C
Pagamento paypal o carta credito % = D
spese varie annuali/ ipotetici clienti annuali= E
domini= 5,2 euro (mediam .com e it)
pubblicità= non la conteggiamo è un investimento a lungo termine
Mobilia, telefono, taccuini, etc…= alcuni sono in ammortamenti a lungo termine

a+b+c+d+e+dominio+x+y+z= Q

Q= ?? per low cost intendiamo 6 euro o 15 o 20 o 30?
Ci sarebbe da specificare cosa intendete anche per low cost, visto che a mio giudizio può essere un low cost sia i 300 mb a 6 euro come pure i 1000GB a 60 euro offerti in USA

Con un server low cost potrei anche inizialmente dare un buon servizio. Tutto stà non farsi prendere la mano.
Voglio provare ad avviare la ditta, investo in un server “scabeccio” prendendo coscienza che però a X clienti (pochissimi ovviamente) mi devo ASSOLUTAMENTE fermare e investire in server decenti e costruire la strutturina per pararsi il sedere da ogni eventuale problema.
Es: inizio, dopo X mesi ho finalmente i miei X clienti, cioè quel numero di clienti che avevo determinato all’inizio per prendere coscienza che questo è un lavoro SERIO e difficile, così metto su una bella strutturina. Non credo che sia stupido o sbagliato fare così.
Moltissimi han fatto così e dire che con un server low cost dò per forza un servizio low cost è a mio giudizio sbagliato, l’importante capire che devo mettermi dei paletti a priori per non sbagliare e gettar via soldi e sentirsi infamati

Adesso cosa ci sarebbe da fare? Un Business Plan oppure se sono abituato ai conti della serva, un bel excel “molto base” dove provo a mettere da una parte i costi mensili e dall’altra gli ipotetici fatturati moltiplicando il prezzo di vendita x gli ipotetici clienti mensili . Espando i conteggi a minimo 3 anni
Si noterà che il momento di rottura si avrà da metà del secondo anno, quando i rinnovi riusciranno a far vedere numeri abbastanza importanti per l’impresa grazie ai rinnovi sommati ai nuovi clienti . Attenzione!! al crescere dei clienti cresce il n. dei server (da tener conto nel conteggio excel) e possibilmente il n. dei dipendenti
Per un LOW cost si deve parlare di centinai e centinai di clienti al mese per poter vedere i guadagni. Io ho provato a buttar giù un excel (conteggi del panettiere per intenderci) e con 1500 clienti nuovi mese a 20 euro al mese si può iniziare a sperare in un guadagno. Sotto i 15 euro si inizia a patire, a meno che si mettano 3000 domini per server, non si assume nessuno, non faccio un pò di fatture (impossibile visto che è tutto dichiarato e tracciabile) per i primi due anni o lavoro senza guadagano (qui si intende per guadagano il personale tempo speso e non il guadagno di impresa)

Mio giudizio: ogni azienda può lavorare in qualsiasi fascia di prezzo si inserisca. Il mercato esiste. Esiste il mercato LOW LOW che il LOW che il non LOW. Importante
buttar giù dei conti per sapere dove voglio andare e cosa voglio offrire e quanto voglio guadagnare.
Passione, Volontà, Assiduità, Costanza = mercato.
Sicuramente adesso è più difficile del 2000.
A quel tempo i costi di gestione erano molto maggiori di adesso (lasciamo ovviamente perdere il costo dei dipendenti che sono aumentati). A quel tempo i costi per telecom, server, dollaro, programmatori, webmaster, erano alle stelle, adesso questi hanno costi inferiori ma vi è maggior concorrenza. A quel tempo si era a rischio anche per un altro fatto….si era agli albori pertanto sbagliare voleva dire chiudere immediatamente (esempio troppi dipendenti perchè vi erano meno automatismi di adesso)
I pro e i contro vi sono sempre stati.

Purtroppo non posso portare la mia esperienza diretta visto che la mia ditta non trattava low cost, inoltre da qualche mese sono in pensione

Cristiano Gatti

Mantainer affidabili e seri

Discussione HT

Ciao
Un consiglio, poi se pensi che il n. dei domini sia il punto di maggior riferimento per capire la qualità/stabilità/potenzialità di una ditta sai già cosa fare.

In diversi hanno spiegato come funziona quella classifica ed è “quasi” reale a grandissime linee. A grandissime linee perchè mancano
>domini .it (vi sono ditte che il 70% dei domini sono .it) >> causa di questo alcune ditte sono su valori minoritari su webhostig.info
>seguono il DNS pertanto se una ditta lavora molto con i rivenditori e assegna ai rivenditori dns personalizzati, abbiamo una ditta in posizione assolutamente “sfavorita” inoltre
vi sono aziende che per proprie politiche usano dns diversi (dns legati a domini diversi) e se non si iscrivono a webhosting.info segnalando la cosa, utile per accorpare i vari dns, avranno una posizione “sfavorita”

In base a quanto indicato vi potrebbero essere ditte da te non valutate perchè non raggiungono i primi 20 o 30 posti, oppure webhosting gli assegna un tot di domini Y pur avendo un numero di domini gestiti notevolmente più alto di qualcuno che è nella X posizione e pertanto più facilmente visibile e meno “sfavorito”.

La tua scelta, tornando al consiglio, si dovrebbe basare su
1) struttura informativa del sito (ampiezza delle informazioni)
2) tipologia di supporto che fornisce (email? telefono? telefono 199? call center? ticket? forum? chat? Faq?)
3) per ogni tipo di supporto fornito quali sono i tempi di risposta? le risposte sono di tipo personalizzato, risolutive oppure sono risposte tipo “leggi qui e là e su e giù”
4) tempi di attesa telefono
5) UPTIME garantito da sito o da sla e in ogni caso quanto viene dichiarato?
99.5 -99.9 – 99.95 – 99 e esso riguarda la linea, il server o è un dato inserito a caso?
6) il sito ha una bella lista di siti (ovvio che non tutti possono inserire i clienti, dipende anche da settore commerciale in cui sono incanalati) oppure via email fatti dare qualche dominio e chiedi se puoi contattarli (anche se non ha molto senso perchè potrebbero essere clienti mirati)
7) se hanno un forum fai un bel giro sui post e leggi cosa dicono. Molte volte un forum è lo specchio dell’azienda. Vi sono forum di ditte di hosting da cui si riesce a parcepire l’aria di come lavora la ditta stessa, di come si trovano i clienti.
8) guarda l’anzianità dell’azienda e chiedi informazioni. L’anzianità non è un dato certo per valutare la serietà perchè la ditta nata 1 anno fà potrebbe lavorare molto meglio di quella nata 10 anni fà. Chi ti dice che quella azienda nata 1 anno fà è composta da persone che precedentemente lavoravano presso altre aziende del settore o erano soci di qualche altra ditta, etc..etc…l’anzianità è importante ma non basilare

Tornando all’inizio del thread, scusami ma a meno che tu stia chiamando un call center è facile sentire cose che possano far pensare che uno stia dentro la cameretta del figlio a lavorare (esagerando). Ti faccio due esempi
1) chiamato in questi giorni un grosso professionista della zona che conosco molto bene e sò che l’ufficio è immenso, 15 segretarie, etc..eppure ho sentito
-un bambimo piangere
-una banda che suonava
Il tipo ha l’ufficio in centro sopra alla piazza comunale e i vetri non sono doppi pertanto si sente di tutto e di più.
Personalmente qualche anno fà feci l’errore di prendere un ufficio in una palazzina dove i muri erano alti 1 dito e fra poco si sentivano anche rumori del WC.
Non puoi, a mio giudizio, basarti sui rumori di sottofondo per giudicare un azienda, come pure il n. dei domini. Vi sono ditte con 300, 500 domini che lavorano benissimo, ditte con 3000, 5000 domini che lavorano altrettanto bene, ma non perchè hanno meno domini di altri debbano essere rischiosi o non affidabili o MENO importanti a livello di mercato.
Eccoti un esempio esagerato> Ferrari vende meno auto della porsche
Ognuno sceglie la propria politica. C’è chi vuole arrivare a gestire un piccolo n. di domini e c’è chi vuole invece arrivare a gestire migliaia e migliaia di domini, politiche diverse, interessi diversi, management diverso, 740 non è detto che sia diverso
Chi sia più a rischio non si può dire, il mercato ci ha dato delle conferme eclattanti in questi anni dove aziende italiane e non, dichiarate infallibili hanno avuto dei gravi problemi.

Concludendo, scusa la lungaggine,
“ecco 2 ipotetici esempi:”
1) il titolare del dominio ha la facoltà di trasferirlo seguendo le linee guida delle policy. Nessuno può impedire un trasferimento a meno che vi siano casi particolari. I problemi eventualmente potresti averli per i domini non .it dove chi gestisce il dominio potrebbe non fornirti il codice di trasferimento, potrebbe bloccarti il trasferimento, potrebbe non inserire nell’admin una tua email. Queste possibilità sappi che ti possono capitare con la “piccola” come pure con la “grande” azienda.

2) per domini non .IT> sicuramente l’admin spiegando la situazione, non essendo solo lui cliente e pertanto il Registrar avrà varie notifiche di cambio, al Registrar, il Registrar gli andrà incontro “scavalcando” il rivenditore di domini
Per il .it non hai problemi, il dominio te lo sposti quando vuoi

Conclusione, visto che fondamentalmente le paure sembrano legate alla non trasferibilità causa “mela marcia”, registrati un dominio .it almeno puoi cambiare mantainer quando lo desideri senza incotrar nessun tipo di problema però visto che hai 300 domini ti potrei consigliare soluzione definitiva e sicura al 100%
a) diventa mantainer (se hai molti domini .it, se no scegli un qualsiasi mantainer col prezzo e tempi di invio modulo accettabili)
b) scegli un bel Registrar di modo che sei autonomo
b) metti su un server dedicato almeno te li gestisci da solo senza pensare che la ditta possa chiudere

Ciao

Cristiano Gatti

Deflagrator, adesso capirà il mio post

Deflagator disse:
Se io voglio fare il fornaio, ma mi chiedo come si fa il pane, o vado a fare l’apprendista in un forno, e poi apro il mio, oppure compro il pane così com’è da un altro forno e lo rivendo semplicemente a prezzo maggiorato.

Mia risposta:
Ciao
scusami tanto Deflagrator ma non sarei del tutto in accordo con te.
Vi sono diverse aziende di hosting che hanno avuto successo nate da persone che non capivano molto del settore.
Che han fatto? hanno visto il tipo di business, hanno trovato persone qualificate, le han pagate per consulenze varie e hanno iniziato l’attività.
Non è detto che uno che vuol far hosting o il panettiere debba forzattamente essere un amministratore di sistema o un cervellone di hardware o un pannettiere o un cuoco o un consulente aziendale che capisce di conti…l’importante che abbia passione, volontà, determinazione.
Oggi inizio ad informarmi, studio il settore, studio come poter avviare al meglio l’attività, trovo persone competenti, e parto.
Ovvio che devo avere oltre a ciò che ho indicato sopra anche un pò di cervello e di buon senso utile per far lavorare al meglio l’azienda e soprattutto dedicare anima e corpo al lavoro apprenendo di tutto e di più da quei collaboratori che mi stanno aiutando a portare avanti il progetto.
Ora forse grg “esagera”nel richiedere informazioni analitiche, quelle informazioni che in diversi hanno appreso da professionisti del settore, però ha fatto una cosa lecitissima e giustissima…per capirci..!!se questo forum ci fosse stato qualche anno fà alcuni avrebbero anche risparmiato qualcosa nello startup!!
Hai però detto una cosa giustissima: è quasi inutile fare calcoli su calcoli, perchè o ci si crede o non si parte. Hai detto anche un’altra cosa giustissima “puoi spendere 10 come 100”
Forse chi vuole iniziare, sempre che ci creda al 100%, sempre che gli interessi investire in risorse umane a meno che ha validissime competenze, dovrebbe dire: io ho questo budget annuale (non basta avere i soldi per lo sturt-up), cosa ci posso fare?
Altra domanda che è da fare?: meglio un colocation o server dedicato?
Meglio mantainer da subito o no?
Meglio server in USA O Italia o Europa?
Che tipo di server?

Proviamo a rispondere:
Sicuramente il colocation è più interessante a lungo termine. Maggior guadagno (lungo termine) e maggior controllo sui server.
Il server dedicato è interessante se si han pochi soldi disponibili. Inizio con server dedicati per poi in futuro passare a colocation con propri server, propri firewall, propri switch. Per 1, 2 server meglio pensare ai dedicati

Mantainer da subito esprime al cliente una maggior solidità (obiettabile oviamente la cosa visti i trascorsi di alcune aziende) però è sicuramente più interessante visto che chi è mantainer ha la gestione diretta del dominio e pertanto maggior velocità di registrazione dominio.

Il tipo di server dipende dal servizio da offrire, da quanta tranquillità giornaliera e notturna si vuole avere, da quanto credo in questo lavoro.

USA? ITALIA? la collocazione geografica intacca i costi e il tipo di servizio. Personalmente preferei l’ITALIA a menoc he il marcato da toccare è anche quello straniero..

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Cristiano Gatti

La Banda Aperta!

Banda aperta: il totale dei server usava 10Mb di banda media, nessun problema.
Il totale dei server usava 30, nessun problema, usavano 50, no problem..e così via
Nessun limite preciso ai siti o ai server. Ho sempre ragionato a GB e mai a banda.
Se usavi 300 Gb pagavi di più di uno che usava 30Gb anche se eri sul solito server.
Forse per far capire dovrei scrivere : avevo banda illimitata, ma per mia deontologia non uso quella parola visto che di illimitato non c’è neppure l’infinito, pertanto preferisco la paorla APERTA.
Più banda usavo, più pagavo e di conseguenza i clienti (ragionando in traffico)
Per dirla chiara, se su un sito leggi:
traffico illimitato o traffico 500Gb ma poi la banda è bloccata sul sito o sul server a 512Kb, chi ci crede è uno sveglione!
Credo sia chiaro. Certo che se non faccio pagare il traffico aggiuntivo farò in modo e maniera, riuscendoci, che per superare il traffico incluso fai una gran bella fatica
Se un sito non crea problemi a livello di carico, perchè limitargli la banda? per poter continuare a dire che dai 500Gb al mese? Calciocatania arrivava a fare su un server condiviso 600Gb di traffico mensile, però dietro aveva un pool di gente che lavorava affinchè gli script non incidessero sul carico. C’era un gruppo di blogger, penso siano stati tra i primi a buttarsi di brutto sui blog, che generavano, su server condiviso, 800gb di traffico. Ogni volta che il carico aumentava, di comune accordo, si bloccava qualcosa per studiare la situazione e dopo l’intervento sugli script tornavano online aumentando le visite. Non sempre si ha la fortuna di lavorare con clienti che capiscono queste problematiche. Ho avuto esperienze, come sicuramente tutti Voi, di personaggi che con 10 persone sul forum o phpnuke o phpadsnews, caricavano il server a manetta e non c’era modo di fargli capire che il problema erano LORO non i server.

Cristiano Gatti